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I MOVIMENTI DEL CORPO

18-06-2014

I movimenti periodici degli arti durante la notte sono dovuti a contrazioni muscolari involontarie, che possono disturbare la veglia e il sonno. Si verificano in entrambi i sessi e a tutte le età, ma con una maggiore incidenza negli adulti sopra i 60 anni. Possono verificarsi nella prima parte della notte, durante il sonno NREM, ma anche durante la veglia, e riguardano principalmente gli arti inferiori, quasi mai i superiori. Solitamente si manifestano con una flessione unilaterale o bilaterale dell’alluce, o una rapida flessione della caviglia e del ginocchio e dell’anca in modo parziale.

 

Questi episodi durano in genere da pochi secondi o minuti fino a un’ora, e si ripetono ogni 20-40 secondi. Possono svegliare il paziente, che spesso non è consapevole né di questi movimenti né dei risvegli, causando insonnia ed eccessiva sonnolenza diurna. Vengono considerati patologici solo quando compromettono seriamente la qualità del sonno e della vita quotidiana. Proprio perché il soggetto non ricorda questi avvenimenti, i movimenti notturni del corpo sono difficili da diagnosticare e da trattare, e spesso si deve ricorrere a uno specialista del sonno, che può eseguire esami specifici, come la polisonnografia.

 

Non sempre è necessaria una cura farmacologica, ma nei casi in cui è richiesta, i dopamino agonisti sono i farmaci di prima scelta. Generalmente però, per  il trattamento di questo disturbo si utilizza la carbidopa-levodopa perché a dosi basse è più sicuro di altri farmaci. In alternativa si possono usare le benzodiazepine, come il clonazepam a bassi dosaggi, che eleva la soglia delle reazioni di risveglio, constando così i frequenti risvegli. In casi gravi, in cui le precedenti terapie sono inefficaci, si ricorre all’utilizzo degli oppiacei, sempre sotto stretto controllo medico.

 

I movimenti periodici degli arti durante la notte sono spesso associati ad altre patologie, come la sindrome delle gambe senza riposo, disturbo comportamentale del sonno REM, narcolessia, lesioni del midollo spinale, atrofia multipla, disturbo alimentare correlato al sonno. Inoltre possono essere causati o peggiorati dall’uso di alcuni farmaci, come il litio e gli antagonisti dei recettori della dopamina.

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