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Sonnellini al lavoro: In futuro, stanze del sonno diffuse come le sale conferenza

05-09-2017

Inutile dire quanto per la maggior parte di noi, l'idea di “pennichella” sul luogo di lavoro risulti folle, ai limiti del comico ma come spesso accade, basta fermarsi un attimo a riflettere per scoprire come in realtà non lo sia affatto. 

Ancora una volta è Arianna Huffington a fornirci uno spunto di riflessione sulla mancanza di sonno e su quanto potrebbe essere positivo quel pisolino nel mezzo della giornata lavorativa, in termini di salute a ancor più di concentrazione, efficienza e produttività in ogni ambito professionale. 
In più occasioni infatti, la celebre manager ha raccontato il clamoroso successo che le Nap Rooms (letteralmente le "stanze del sonnellino") hanno riscosso tra i dipendenti del colosso dei media Huffington Post, sorprendendo lei stessa e i colleghi dirigenti, inizialmente riluttanti e scettici. 
D’altra parte quante volte è capitato a tutti noi di avvertire l’irrefrenabile bisogno di schiacciare un pisolino al lavoro, dopo pranzo, a metà mattina o a metà pomeriggio, mentre siamo sommersi dagli impegni o magari in quei 10 minuti di tranquillità, dopo ore frenetiche? 
Approfondiamo. 

Perché abbiamo sonno mentre siamo al lavoro?

Se siamo turnisti, nessuno stupore: La notte è fatta per dormire ed anche se alcune categorie professionali (in ambito di salute e sicurezza pubblica, produzione industriale a ciclo continuo, imprese per la manutenzione stradale ecc.), non possono esimersi dai turni di notte, è normale che nel mezzo dell’orario lavorativo, arrivi il sonno. 

In questi casi, i consigli per migliorare il riposo sono al link Sonno e Turnisti.
Un po’ diverso invece il caso della maggioranza delle persone, impiegate in ogni ambito e settore, prevalentemente di giorno. In questi casi, la sonnolenza che coglie alle 10 del mattino, a rientro dalla pausa pranzo oppure nel bel mezzo del pomeriggio, può avere molte cause: 

- Sonno notturno insufficiente o di scarsa qualità.
- Colazione frugale e misera, inadatta a soddisfare il fabbisogno energetico fino all’ora di pranzo.
- Colazione, spuntini o pranzo troppo calorici, che richiedono un massiccio afflusso di sangue all’apparato digerente, tempi di digestione prolungata e quindi inducono torpore misto a sonnolenza.  
- Sovraccarico di impegni quotidiani familiari e/o lavorativi, stress e ansia, capaci di esaurirci dal punto di vista fisico e/o psichico. In questi casi il sonno diventa una sorta di meccanismo di auto-difesa dell’organismo.

Nei casi sopra elencati attività fisica regolare, alimentazione corretta, orari di addormentamento e risveglio regolari, sono tutti accorgimenti semplici ed efficaci per ridurre la sonnolenza diurna. 
Tuttavia, anche il ricorso alle “stanze del sonnellino”, in alcuni casi ed ambiti professionali potrebbe essere tra un elemento insolito ma utile per migliorare moltissimo la qualità della vita e la produttività sul lavoro, sull’esempio dell’Huffington Post e di moltissime altre realtà lavorative in particolare asiatiche. 
Il Giappone e i suoi hotel “a capsula” dove dormire anche solo 1 ora, in pausa pranzo ed in pieno giorno, sono un esempio decisamente estremo ma comunque restano una realtà consolidata nelle metropoli nipponiche, anche a causa delle lunghe distanze tra il luogo di lavoro e le abitazioni di buona parte della popolazione attiva. 

E che dire della proverbiale "siesta" così diffusa e popolare nei paesi a clima caldo, europei e latino americani?

Perché il sonnellino al lavoro (o all'università) può essere la soluzione giusta?

Perchè anche solo 15 o 20 minuti di sonno in alcuni casi possono essere fortemente ristoratori e contrastare in modo efficace la sonnolenza. Al contrario, sforzandoci di tenere gli occhi aperti, siamo poco lucidi, irritabili, non concentrati e molto più soggetti ad errori o incidenti, con ripercussioni negative se non drammatiche sulla nostra salute prima ancora che sulle performance lavorative, di studio e sull’economia di attività, enti o imprese grandi e piccole, pubbliche e private. 
E spesso la corretta igiene del sonno non basta. 
Se ad esempio il lavoro inizia la mattina alle 7 o magari è distante da casa, dobbiamo svegliarci molto presto e spesso affrontare lunghi e noiosi spostamenti in auto, treno, bus o metro.  Stessa situazione può interessare le migliaia di studenti universitari pendolari.
Senza dimenticare l'attività fisica, il tempo per la colazione, i bambini da portare a scuola, le commissioni da svolgere in tutta fretta prima di timbrare il cartellino o aprire il negozio! Anche se la notte riposiamo bene, può capitare a tutti di iniziare la giornata lavorativa già stanchi. E non è strano se nel mezzo dell’orario di lavoro la sonnolenza arriva prepotente.

Il futuro? Stanze del sonno popolari e diffuse come le sale conferenza! 

Nell’arco di 8 o più ore lavorative, tutte le professioni e le tipologie di impiego, concedono una pausa, sfruttata da ognuno di noi per fare cose differenti: due passi alla macchinetta del caffè, una telefonata al partner o ai figli, uno spuntino veloce.  
Certo non tutti ne abbiamo bisogno e non sempre ma quando serve, riposare 15 o 20 minuti, potrebbe rivelarsi l’attività più proficua di tutte! 

Le sale conferenza, grandi o piccole, sono ormai presenti ovunque: Negli enti pubblici, nelle aziende, nelle industrie, nelle università e persino nei centri commerciali.  
Perché allora, non cominciare a familiarizzare con l’idea che quelle stesse strutture, frequentate quotidianamente da uomini e donne di ogni età, possano dotarsi in maniera stabile di una o più “stanze del sonno”?  
…Ovviamente regolamentate dal punto di vista delle modalità di accesso e regolate dalle norme comportamentali di buon senso, fondamentali quando si utilizzano spazi comuni. 

Per ora resta una provocazione o poco più ma vista la crescente e doverosa attenzione alla salute del sonno, come pilastro fondante del benessere psicofisico, della produttività e della qualità della vita anche sul luogo di lavoro, in un futuro non troppo lontano le stanze del sonno potrebbero diffondersi o in qualche caso, prendere il posto delle datate sale conferenza, spesso inutilizzate nell’era delle conferenze telefoniche o video, rigorosamente via web! 

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