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Insonnia: scopri qual è la tua e cosa fare per combatterla

13-12-2016

Se ne parla talmente tanto che ci si può convincere di sapere tutto… Eppure non è così.

Impariamo a conoscere davvero l’insonnia:

-       Cos’è e quanti tipi ne esistono

-       Come fare l’autodiagnosi attraverso alcune semplici domande

-       Cosa fare per contrastarla

-       Quando ricorrere allo specialista

 

Iniziamo!

Con il termine insonnia si indica comunemente un disturbo del sonno caratterizzato da:

-       Difficoltà ad addormentarsi

-       Difficoltà a mantenere il sonno per tutta la notte

-       Risvegli anticipati la mattina

Tali condizioni possono coesistere o meno.

 

Dal punto di vista della “comparsa” del sintomo quindi, possiamo riconoscere:

-       Insonnia iniziale: quando il tempo di addormentamento varia da mezz’ora (attorno a 1500 pecorelle) a diverse ore (verso le 12.500 pecorelle, passate a contare i pinguini della Patagonia…).

 

-       Insonnia centrale: il (o la) partner vi da teneramente la buonanotte ma voi riuscite a cogliere solo buo…Più che cadere tra le braccia di Morfeo, precipitate letteralmente. Poi però, nel mezzo della notte, vi svegliate tante e tante volte...e restate ad ascoltare il vostro compagno dormire pensando “beato lui (o lei)”.

 

-       Insonnia terminale: associata o meno alle due varianti precedenti è quell’insonnia che vi fa letteralmente sgranare gli occhi, sentire attivi, riposati e pronti per preparare la colazione o vestire i figli per la scuola…alle 5 del mattino!

E malgrado i tentativi di restare a letto, per non attirarvi le ire dei familiari e dei vicini di casa, il sonno proprio non torna.

 

Dal punto di vista delle possibili cause e situazioni predisponenti, possiamo riconoscere molti tipi di insonnia:

-       Psicofisiologica

-       Acuta o da adattamento

-       Idiopatica

-       Paradossa

-       Da errata igiene del sonno

-       Secondaria a disturbi psichiatrici, condizioni mediche, uso o abuso di farmaci, alcool e droghe.

Se soffrite di depressione o dolore cronico, se utilizzate sonniferi (benzodiazepine) da lungo tempo oppure fate uso di stupefacenti o ancora abusate spesso di alcool, allora l’insonnia è secondaria a queste condizioni.

In tutti questi casi, ovvero l’ultimo punto del nostro elenco, il modo migliore per riposare meglio e di più è andare alla radice del problema e trattare le patologie che causano insonnia, con l’aiuto di medici specialisti competenti.

Se non sapete a chi rivolgervi, partite sempre dal medico di base oppure dal centro di Medicina del Sonno più vicino a voi.

Per l'elenco completo visitate la sezione Centri del Sonno nella homepage di questo sito.

Passiamo dunque ad esaminare tutti gli altri punti della nostra lista.

 

-       Insonnia psicofisiologica

Siete talmente concentrati sul fattore “qualità e quantità” del vostro sonno, da dormire male o arrivare al momento di dormire con una specie di ansia da prestazione.

Avete l’ansia o l’angoscia che se non dormite come sassi e per almeno 8 ore, non sarete in grado di affrontare…domani.

 

Fate il test di autodiagnosi: Rispondete SI o NO a queste domande.

-       Avete il sonno molto leggero?

-       Siete sempre molto attenti a quanto e come dormite?

-       Quando si avvicina l’ora del sonno vi viene paura di non dormire?

-       Mentre vi avvicinate fisicamente al letto siete avvolti da ansia e tensione?

-       Mentre aspettate di addormentarvi, riuscite solo a concentrarvi sul pensiero di non riuscire a dormire?

-       Il vostro pensiero più ricorrente è l’insonnia o la qualità del vostro sonno?

 

Si avete risposto SI ad una o più di queste domande, allora potreste soffrire di insonnia psicofisiologica.

 

Cosa fare: Se state vivendo un periodo stressante sul lavoro, in famiglia, all’università, allora non serve andare nel panico. E’ probabile che una volta passato tale periodo, anche la qualità del vostro sonno migliori.

Se invece:

-       Il problema si protrae per più di 3 mesi.

-       Ripetervi come mantra “take it easy” oppure per dirlo all’italiana, “stai sereno” (espressione molto di moda in queste settimane!), non aiuta a ridurre la vostra “ansia da       sonno”.

-       Le difficoltà a dormire rovinano le vostre giornate.

-       Non riuscite a gestire l’ansia.

Allora vale la pena chiedere aiuto ad un esperto. Potete partire dal medico di base oppure rivolgervi ad uno psicologo o ancora più nello specifico, contattare il centro di Medicina del Sonno più vicino a voi.

 

-       Insonnia acuta (o da adattamento)

E’ una forma di insonnia che inizia rapidamente ed a seguito di un evento scatenante.

 

Fate il test di autodiagnosi: Rispondete SI o NO a queste domande.

-       State attraversando un momento di difficoltà lavorativa o economica?

-       I vostri rapporti familiari sono difficili e conflittuali?

-       Avete subito un lutto?

-       Avete problemi di salute, magari diagnosticati di recente?

-       Avete cambiato o state per cambiare lavoro o casa?

 

Se avete risposto SI ad una o più di queste domande, di sicuro non siete i soli…

 

Cosa fare: Non farsi prendere dallo sconforto, più facile a dirsi che a farsi eppure è importante. E soprattutto non affrontare la situazione da soli.

In tutte le condizioni elencate, l’insonnia esordisce in modo rapido ed intenso e parlarne con chi vi è vicino può aiutare a:

-       Diminuire lo stress.

-       Valutare tutto in modo più obiettivo.

-       Trovare soluzioni che da soli non avreste mai trovato.

In alternativa, il medico di base, il neurologo o lo psicologo sono le figure di riferimento.

 

-       Insonnia idiopatica

Più che una forma d’insonnia è l’INSONNIA.

Ne soffrite da sempre. Prima di voi ne soffriva vostra nonna e adesso tocca a voi ma anche mamma, papà o zii.

In pratica sul campanello di casa, accanto a “famiglia Rossi” c’è scritto Insonnia

 

Fate il test di autodiagnosi: Rispondete SI o NO a queste domande.

-       Avete iniziato a soffrire di insonnia da bambini?

-       Dormite poco (Meno di 7-8 ore a notte) da molti anni?

-       Vi svegliate spesso ed ormai ci siete abituati?

-       Siete in buona salute, malgrado la carenza di sonno?

-       Dormite poco ma non avete ansie o stress, ne problemi fisici o psichici?

-       Fate fatica a concentrarvi durante il giorno?

-       Vi capita di essere spesso di cattivo umore?

Se avete risposto SI ad una o più di queste domande, la scienza sta lavorando per voi!

 

No, non è uno scherzo: le cause biologiche e neurologiche dell’insonnia idiopatica sono ancora poco conosciute. Si presume essa possa essere dovuta e difetti dei sistemi neurologici di regolazione del ritmo sonno-veglia.

In pratica, in chi ne soffre, i meccanismi che inducono lo stato di veglia sono più attivi rispetto a quelli del sonno.

 

Cosa fare: Quando le conseguenze sul piano dell’umore (nervosismo, tristezza e lieve depressione) si fanno sentire, bisogna correre ai ripari!

Visto il carattere cronico di questo tipo di insonnia, lo specialista più adatto lo trovate nei centri di Medicina del Sonno presenti in tutta Italia.

 

-       Insonnia paradossa

E’ la forma più rara e più seria di insonnia e si verifica quando dormite meglio di quanto credete!

Il paradosso è tutto in questo concetto.

In pratica, avete la sensazione di riposare pochissimo o di essere sempre svegli e vigili la notte eppure, se provate a monitorare il vostro sonno, (con dispositivi elettronici fai da te o presso una struttura specializzata), scoprite di dormire piuttosto bene e sufficientemente a lungo.

 

Fate il test di autodiagnosi: Rispondete SI o NO a queste domande.

-       Avete la consapevolezza di ciò che vi circonda e di cosa accade attorno a voi, per la maggior parte della notte?

-       Sentite la vostra mente “sempre attiva e vigile”, anche mentre siete sdraiati nel letto di notte?

-       Questa condizione si ripete ogni notte o quasi?

-       Chi dorme con voi afferma di sentirvi e vedervi riposare bene per tutta la notte?

-       Il vostro fitness watch (orologio che monitora attività fisica, cardiaca ed anche sonno) dice che dormite bene o comunque le ore di sonno sono nettamente superiori a quelle che pensate?

-       Di giorno state comunque bene e non accusate particolari disturbi (sonnolenza, depressione, nervosismo)?

Se avete risposto SI ad una o più di queste domande, è il momento di agire!

 

Cosa fare: La risposta è semplice. Rivolgervi ad uno specialista del sonno!

Egli vi insegnerà a creare un diario del sonno e poi lo confronterà con un test clinico detto actigrafia, per valutare eventuali differenze tra il sonno reale e quello da voi percepito.

In questo modo sarà possibile trovare la terapia più adatta e l’insonnia resterà un brutto ricordo!

 

-       Insonnia da “errata igiene del sonno”

Sembra la definizione più “complessa” ma in realtà non lo è: racchiude in sé tutti i comportamenti errati che possono avere come conseguenza proprio l’insonnia!

 

Fate il test di autodiagnosi: Rispondete SI o NO a queste domande.

-       Andate a letto e vi svegliate a orari sempre diversi?

-       Fate lavori in turno di notte?

-       Bevete caffè dopo le 14 o le 16, ogni giorno o quasi?

-       Fumate sigarette o fate sport nelle 4 ore prima di andare di andare a dormire?

-       Passate ore a letto svegli, sperando di addormentarvi?

-       Prima di dormire passate ore davanti a pc, tablet e smartphone?

Se avete risposto SI ad una o più di queste domande, siete in buona compagnia, perché tutti o quasi compiamo abitualmente una o più azioni di questo elenco, inutile negarlo.

 

Cosa fare: Una volta presa coscienza che tali comportamenti inducono insonnia più o meno seria, occorre smettere di averli.

Tutti insieme o magari uno per volta o, più realisticamente, cominciare a ridurli!

La “bellezza” dell’insonnia da errata igiene del sonno, è che nella maggior parte dei casi, per guarire non serve uno specialista ma solo impegno, costanza e buona volontà!

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