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INSONNIA: QUANDO E' CORRETTO PARLARNE.

27-06-2014

L’insonnia, definita come un’esperienza di sonno soggettiva insufficiente o di scarsa qualità, è il disturbo del sonno più diffuso al mondo. Si stima che ne soffra circa un terzo della popolazione mondiale, anche se è difficile stabilirne con precisione la diffusione, per via dell’alta variabilità soggettiva con cui si presenta. Esistono diversi sintomi che ne indicano la comparsa: si parla d’insonnia di primo livello, quando questa è accompagnata solo da problemi notturni, come difficoltà a iniziare o mantenere il sonno, risveglio precoce al mattino e sonno poco ristoratore, che possono causare disagio. Mentre quando sono presenti anche sintomi diurni – come astenia (stanchezza, debolezza, affaticamento) sonnolenza, difficoltà di concentrazione e memoria, irritabilità – si parla di insonnia di secondo livello.

Nel caso il disturbo si presenti per qualche giorno o una settimana si parla di forma acuta. Tra le forme acute, ci possono essere insonnie occasionali, legate a particolari situazioni e insonnie transitorie come quelle stagionali. Le insonnie occasionali sono spesso causate da situazioni particolari, spiacevoli (come un lutto, problemi sul lavoro, contrasti ecc.) o positive (come il matrimonio, un promozione sul lavoro, una gara sportiva un esame ecc.). Questa forma dovuta a disagi affettivi può esaurirsi spontaneamente nel breve tempo, con il risolversi della situazione che l’ha provocata. Ma può anche trasformarsi in forma cronica, se si prolunga per oltre un mese.

Quando si fatica a prendere sonno si parla di insonnia iniziale, mentre quando il problema riguarda i risvegli frequenti durante la notte l’insonnia è di tipo centrale. È infine di tipo tardivo se caratterizzata da risveglio mattutino precoce. L’insonnia è un disturbo soggettivo che dipende dalle abitudini del paziente e dal bisogno di sonno stabilito dall’ipnotipo (breve o lungo dormitore). Se un individuo dorme un numero di ore apparentemente alto, ma non è soddisfatto della qualità del suo sonno è comunque un insonne. Viceversa se una persona dorme poche ore per notte, ma non presenta alcun disturbo diurno, non è da considerare insonne ma breve dormitore.

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