twittafb

I TRATTAMENTI DELL'INSONNIA

28-06-2014

L’insonnia dovrebbe essere curata il prima possibile, per evitare che evolva e diventi cronica, portando anche una serie di complicazioni. Tuttavia, prima di passare al trattamento farmacologico, è di fondamentale importanza verificare di seguire tutte i consigli per una corretta igiene del sonno. Questi prevedono di andare a letto solo quando si sente il bisogno di dormire, spegnere subito la luce, non leggere o guardare la tv stando a letto ed evitare di addormentarsi sul divano guardando la tv. Se non ci si addormenta dopo 20 minuti, alzarsi e andare in un’altra stanza a rilassarsi fino a quando non si sente il bisogno di dormire. Non bisognerebbe dormire durante la giornata, mangiare leggero di sera, ed evitare fumo, eccesso di alcolici e attività fisica intensa. Prima di coricarsi sarebbe opportuno cercare forme di rilassamento, ed evitare di lavorare o di svolgere attività che impegnino la mente almeno un’ora prima di andare a dormire.
Prima di passare al trattamento farmacologico vero e proprio, si può provare a curare l’insonnia assumendo sostanze fitoterapiche, come camomilla, valeriana, biancospino, belladonna, passiflora, anche in combinazione. Esistono anche diversi rimedi omeopatici o in alternativa si può ricorrere all'agopuntura.
Il trattamento farmacologico prevede l’uso di farmaci ipnotici, che devono cercare di ripristinare quanto più possibile la condizione fisiologica in termini di quantità e qualità del sonno, senza indurre eccessivi effetti collaterali o dipendenza. I farmaci d’elezione sono le benzodiazepine, meglio se a emivita breve, o ancora meglio, gli ipnotici non-benzodiazepinici, come lo zolpidem e lo zaleplon, che presentano meno effetti collaterali. Questi farmaci non vanno comunque assunti per un periodo troppo prolungato, per evitare dipendenza, e vanni sempre sospesi in maniera graduale per evitare un effetto rebound. In alcuni casi, il trattamento farmacologico può essere integrato o addirittura sostituito dalla psicoterapia. Secondo la letteratura scientifica sembra che i pazienti traggano particolari benefici della terapia cognitivo- comportamentale, la cui efficacia può persistere anche dopo la sospensione del trattamento.

 

Stampa