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RUSSO DI NOTTE: VADO DAL DOTTORE?

25-06-2014

In Italia circa 11 milioni di persone – soprattutto uomini tra i 40 e 60 anni, ma anche donne, in genere dopo la menopausa – convivono con la roncopatia (dal greco rònchos = rumore di chi russa e pàtheia = soffrire, malattia), ovvero russano di notte. E circa tre milioni d’italiani soffrono anche di apnee notturne.

Russiamo quando si verifica un rilassamento del palato molle, che collassando ostruisce il passaggio dell'aria e vibra durante l'inspirazione, emettendo il caratteristico rumore. Oppure quando le vie di accesso dell'aria – narici e canale orofaringeo – sono ostruite, e l’aria, dovendo passare per un canale più stretto, accelera e produce rumore. Il fenomeno si verifica più di frequente quando dormiamo a pancia in su, quando consumiamo pasti pesanti, o assumiamo alcol o sostanze che possono favorire il rilassamento dei muscoli (come la camomilla o la valeriana), prima di andare a dormire. Ne soffrono spesso anche le persone in sovrappeso, perché parte del grasso si deposita intorno alla gola, riducendo la spazio per il passaggio dell'aria. Setto nasale deviato, allergie, raffreddori o un ingrossamento delle mucose possono ostruire parzialmente o del tutto le narici e la respirazione nasale favorendo il russamento. In casi più gravi il problema potrebbe essere causato da polipi nasali, adenoidi o tossile ingrossate, per cui non esistono metodi fai-da-te, ma occorre recarsi dal medico.

Quando il russamento è discontinuo, molto rumoroso e presente disturbi respiratori, come le apnee notturne sarebbe meglio parlarne con il medico, soprattutto quando le apnee si presentano con una certa frequenza (più di 10 a notte). In questo caso, infatti, le prime vie aeree sono ostruite al punto che l'aria non passa e il soggetto tende a svegliarsi per respirare. Di conseguenza si dorme male, e a lungo andare possono verificarsi problemi di salute. Il rischio è di andare incontro a ipertensione, ictus e infarto e altre patologie cardiache, polmonari e neurologiche.

Per affrontare il problema, si parte generalmente mettendo in pratica alcune regole igienico-sanitarie. È la cosiddetta terapia medica, che consiste nell’eliminare i fattori di rischio più comuni, come alcool, fumo, sonniferi e abusi alimentari. Oppure utilizzando farmaci che possano favorire la respirazione nasale. Se questa non dovesse bastare si può passare alla terapia meccanica, che consiste nell’applicare al paziente una maschera che porta aria sotto pressione al naso, evitando così il russamento. O alla terapia protesica, usata anche in combinazione con la precedente, che prevede l’utilizzo di apparecchi ortodontici, per ampliare lo spazio respiratorio. Infine nei casi peggiori, si può ricorrere alla terapia chirurgica, eseguita oggi, anche con laser in ambulatorio.

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